Scuola: pedagogisti clinici, maestro unico non nostalgia del passato. Questo il lancio con cui il 3 settembre 2008, la professoressa Giuliana Ammannati, sostiene essere la “scelta giusta che risponde a reali bisogni dei bambini”. Il lancio dell’Agenzia continua: I pedagogisti clinici scendono in campo a fianco del Ministro dell’Istruzione M. Stella Gelmini e difendono la scelta di reintrodurre il “maestro unico”, scelta che risponde ai reali bisogni dei più piccoli. “La scelta del maestro unico da parte del Ministro della Pubblica Istruzione – spiega all’ADNKRONOS Giuliana Ammannati, docente di filosofia e scienze umane – non è un attacco di nostalgia, ma, al contrario, risponde ai reali bisogni dei ragazzi e alla necessità di dare importanza al bambino come persona, nella sua integrità”.  “La verità – aggiunge Ammannati – è che molti insegnanti sono impreparati a farsi carico del discorso educativo nella sua globalità. Insegnare tutte le discipline dalla prima alla quinta è sicuramente più faticoso e più complicato. Il docente deve avere gli attributi, ma non è solo questo, secondo la docente, a deporre a favore del maestro unico.” “Gli insegnanti del modulo – spiega Ammannati – sono spesso stressantissimi e in competizione tra loro, macinano tantissimo senza tener conto dei processi di apprendimento individuali creando così una situazione ansiogena dei piccoli”. “I ritmi velocissimi imposti, non consentono ai più piccoli di interiorizzare ed elaborare i contenuti delle nozioni apprese. In questo eccesso di frammentarismo, sia dei saperi che delle competenze il bambino fatica ad arrivare ad una sintesi. A quell’età – precisa – non ne ha gli strumenti”. “Questo modo di fare scuola, non più pedagogico, ma prettamente tecnico e tecnicistico, l’eccesso di cognitivismo, il didatticismo fine a se stesso – secondo Ammannati – una scuola che ignora i processi degli apprendimenti, la mancanza di una idonea educazione emotiva, relazionale-affettiva hanno causato un analfabetismo di ritorno nella scuola superiore”. Insomma conclude la specialista “la didattica è importante, ma deve essere mirata, avere finalità educative”. Del maestro unico ne ha parlato di seguito l’Avvenire  del 12 settembre 2008. A firma di Enrico Lenzi appare nel quotidiano un articolo su “Maestro unico: la polemica non si placa”. Nell’articolo appare l’assunto della collega Giuliana Ammannati in cui “la scelta deve rispondere ai reali bisogni del bambino come persona nella sua integrità” e un ampio dibattito tra vari rappresentanti sindacali e dell’ANCI. Nel settembre 2009 anche la Rivista Il Cristallo si è impegnata in una ampia recensione del libro di G. Pesci “Il Maestro Unico- Contributi Scientifici a confronto”, pubblicato dalle edizioni Armando. La recensione, a firma di Eugen Galasso, termina con un invito ai lettori “…siano essi docenti, ricercatori, genitori, studenti, potranno, superando lenti deformanti date dalle superstiti appartenenza ideologiche (e politiche), dalle questioni legate alle “casacche corporative”, da una formazione accademica talora unilaterale, formarsi un’idea del problema”.

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