di Antonio Viviani
Pedagogista Clinico®

Io ho avuto la grande opportunità di venire a conoscenza del Movimento dei Pedagogisti Clinici e della professione di Pedagogista Clinico® già mentre frequentavo l’Università di Firenze per laurearmi in Pedagogia. Un momento significativo della mia vita. Era il 1987.
La notizia e la sollecitazione mi giunsero in particolare da un professore universitario che mi stimava e che ben conosceva gli sviluppi di questa scienza e di questa professione.
Portavo con me un dubbio. Al termine dei miei studi come avrei potuto rendere  operativa e pratica la pedagogia? Come aiutare  persone in difficoltà utilizzando un approccio in sostanza “educativo”? Il docente mi disse che avrei trovato certamente soddisfazione ai miei quesiti  e mi fornì un numero di telefono esortandomi  a contattare  uno specialista, il prof. Guido Pesci, libero professionista, che aveva collaborato anche con l’Università attraverso laboratori.
Il dubbio si tramutò in curiosità e voglia di verificare. Il docente mi aveva detto chiaramente che era l’unica possibilità di conoscere metodologie pedagogiche, applicate al recupero di disagi. Avevo fiducia in queste dichiarazioni che provenivano da persone che vivevano di conoscenze scientifiche e  che ormai conoscevano la mia ostinazione nell’andare nella direzione della prassi.
Appresa la notizia mi misi in contatto con il prof. Guido Pesci e lo incontrai presso il Centro Studi PSY posto nel viale Europa a Firenze, di cui era direttore scientifico e dove dal 1985, data della costituzione del Centro operavano pedagogisti clinici.
Una telefonata. La ricordo ancora! Con uno spiccato accento fiorentino, concordò con me l’orario e il giorno.  Che arrivò e che, lo voglio dire, attendevo con  grande  interesse e motivazione.
Una grande disponibilità ed accoglienza: mi venne incontro personalmente e mi aiutò a mettermi a mio agio. Addirittura si sedette accanto a me dandomi del “tu”! Non ero abituato. Fu l’occasione per approfondire ogni aspetto che caratterizzava la professione di Pedagogista Clinico®. In particolare ricordo l’enfasi, l’entusiasmo con cui Guido (eravamo già coniugati con il nome) mi aggiornava sul loro lungo percorso in cui io mi stavo inserendo. Il suo entusiasmo fu il mio. Qui iniziai il mio percorso di tirocinio e formativo per poter svolgere la professione, una acquisizione affatto semplice di una filosofia di vita e dei tanti metodi con cui si distingueva già allora la Pedagogia Clinica.
L’impegno fu tanto, gli incontri riuscirono ad offrirmi conoscenza ed esperienza tratta da esposizioni dirette su soggetti che venivano seguiti, un robusto tirocinio che mi portò a conoscere anche altri pedagogisti clinici che lavoravano nei CESAPP (Centro Studi Applicazione Pedagogiche e Psicologiche) di Bibbiena, di cui era responsabile la professoressa Marcella Matteucci, e di Pisa, che aveva come responsabile la professoressa Roberta Sbrana. dove si interveniva con i principi e le attenzioni rivolte alla persona dettate dalla Pedagogia Clinica.
Sentivo fiducia nei miei confronti e un’atmosfera ricca di creatività scientifica che appagava la mia richiesta. A poco a poco i dubbi iniziali svanivano. Certo, se ne formavano altri. Come aprire uno studio? Come farmi conoscere? Fui aiutato anche in questo.
Nel 1989 anch’io aprii, in supervisione del prof. Pesci, il mio CESAPP a Grosseto ed iniziai la mia definita professione, mantenendo l’impegno nella ricerca e nella sperimentazione a fianco di Guido. Con Guido mi interessai a definire fra i tanti metodi che già erano stati sperimentati, il metodo Reflecting del quale ne assunsi poi docenza presso l’Istituto Superiore Aggiornamento Ricerca (ISFAR) e contribuii sull’argomento alla stesura di vari libri e di ulteriori approfondimenti.

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