Decodifica scrittoria

di Emanuela Guarcello
Pedagogista Clinico®

Le difficoltà di codifica e decodifica scrittoria sono spesso una “spina nel fianco” della scuola quando ha a che fare con soggetti che, per svariati motivi, hanno ritmi e canali di apprendimento “diversi” da quelli usualmente utilizzati. Ho potuto compiere questa esperienza durante l’anno scolastico, quando ho avuto modo di prendere in carico la situazione di una bambina di dieci anni, seguita fino all’anno precedente dal servizio di logopedia e segnalatami per notevoli difficoltà di apprendimento della lettura e della scrittura e per un comportamento molto “disturbante” in classe. Dall’Analisi Storica Personale è emerso che la bambina era stata dichiarata affetta da insufficienza mentale media e che aveva vissuto in una situa-zione di mutismo fino all’età di sei anni.
La verifica delle Potenzialità Abilità e Disponibilità (PAD)ha permesso di rilevare che la capacità senso-percettivo-cromatica e stereognosica non sono ancora soddisfacenti; la bambina si limita a riconoscere macro differenze tra grandezze e direzioni, ma ha difficoltà di orientamento spaziale; nella decodifica scrittoria riconosce in modo impreciso i singoli suoni alfabetici, ma non è capace di coniugarli fra loro e non è in grado di leggere la sillaba. Nel lasciare tracce segniche è impacciata e non riesce a controllare la pressione e la direzione dello strumento tracciante; insufficiente nella codifica scrittoria; il linguaggio è povero ed impreciso con evidente baby-talk. Sono inoltre presenti: elevata faticabilità e un livello di attenzione molto basso, oltre che dispercezioni all’allocontatto, scarso rispetto delle regole e note di aggressività.
I dati relativi all’osservazione mi hanno permesso di orientare le esperienze educative perché potessero valorizzare le risorse e le disposizioni individuali della bambina.
L’intervento di aiuto si è basato su metodi, tecniche e tecnologie che hanno accompagnato il soggetto lungo un percorso adatto a un recupero così complesso. Consapevole che i canali senso-percettivi sono una via di accesso per arricchire i processi conoscitivi e di apprendimento, all’inizio ho riservato un ampio spazio a queste esperienze, utilizzando materiali ed opportunità di stimolo diverse, comprese le immagini raccolte da riviste.
AI fine di affinare la percezione del corpo ho proceduto attraverso la costruzione della sagoma corporea:
-riproduzione su grande cartellone della sagoma corporea del soggetto e riempimento della stessa individuandone le varie parti e gli elementi del volto, procedendo alla vestizione attraverso l’uso di stoffe e di superfici cartacee di varia natura;
-costruzione in palestra della sagoma corporea “stilizzata”, realizzata con oggetti (corde, cerchi, palline, pennarelli, tubi di cartone ecc.);
– iproduzione di tale sagoma “stilizzata” su una superficie cartacea posta su parete:
-“Suonare” la sagoma seguendo le linee che ne compongono le parti, attraverso strumenti adeguati a riprodurre suoni ora lunghi (flauto), ora corti (tamburo), a seconda della dimensione delle parti considerate;
-disegno di una figura umana su parete e, successivamente, sul quaderno.
Di seguito, quindi, l’intervento si è orientato particolarmente sul linguaggio verbale, cercando di sviluppare la discriminazione uditiva, orientare le esperienze fono- tattili, aumentare la capacità espressiva degli organi fonatori, favorire la scoperta dei ritmi e delle sonorità sillabiche, fino a giungere all’acquisizione di un linguaggio espressivo e comunicativo.
Movimento, ritmo ed espressione verbale sono strettamente connessi, perciò non sono mancati giochi di associazione che tenessero conto di tutto questo, come ad esempio:
– associazione di un oggetto (cerchio, corda) ad un suono lungo/corto, forte/piano eseguito con lo strumento musicale adeguato (flauto/tamburo)
Le attività si sono basate su:
1. suonare lo spartito progettato dal Pedagogista Clinico®, seguendo le sue istruzioni;
2. trasposizione grafica della sequenza sonora realizzata;
3. progettazione della sequenza da parte del soggetto e realizzazione.
Costante attenzione è stata inoltre dedicata a migliorare la disponibilità e l’abilità nella relazione con il gioco delle posture e dell’aplomb, quindi utilizzando la palla come intermediario per entrare in contatto con l’altro e, successivamente, senza questo ausilio. Un modo anche questo per aiutare il soggetto a strutturare in maniera sempre più precisa il proprio schema corporeo e la coscienza delle parti del proprio corpo per giungere a dare con esso figurazioni simbolico-alfabetiche.
Il miglioramento dell’equilibrio psico-emozionale è stato perseguito anche per mezzo delle PsicoFiabe®, presentate riproducendo lo spazio contenitivo di una “casa”: quest’ultima viene realizzata con forme di gomma piuma e stoffe, all’interno si trova un lettino sul quale il soggetto si stende per essere piacevolmente sollecitato così come previsto dal metodo Touch Ball®. Terminata la stimolazione corporea, e alimentato nel soggetto uno stato di distensione e di benessere, sono state offerte in ascolto le PsicoFiabe®. Di volta in volta ho lavorato sul personaggio principale di ogni storia letta, individuandone il nome intero e scandito in sillabe, procedendo ad un tempo al rafforzamento della volontà e della sicurezza nell’esposizione orale, attraverso l’uso di una audiocassetta su cui veniva registrata la voce durante il canto e le brevi narrazioni riguardanti le PsicoFiabe®.
In seguito l’intervento si è maggiormente addentrato negli aspetti relativi alla codifica e decodifica scrittoria. È stata perseguita la discriminazione e la trascrizione delle lettere singole in stampatello attraverso svariate attività, tra cui la realizzazione dei simboli con le corde sul pavimento e per mezzo del gioco del negozio delle lettere. Quest’ultimo è stato realizzato con la preparazione di grandi lettere su cartoncino rigido colorato e plastificato. Il Pedagogista Clinico® è il proprietario del negozio delle lettere a cui il soggetto si rivolge per acquistare una parola: quest’ultima viene scandita insieme in sillabe e ricomposta lettera per lettera discriminando tra tutte le tessere che compongono l’alfabeto. In seguito i ruoli si invertono ed il Pedagogista Clinico® va ad acquistare le parole nel negozio del bambino.
L’associazione delle lettere nella sillaba è stata stimolata tracciando una riga tra una lettera e l’altra e su questa facendo scorrere un dito o un altro strumento indicatore; si è pronunciato il suono della lettera iniziale fino ad abbinarlo alla lettera che segue, prolungando lo spazio del suono della consonante per unire la vocale.
Esempio:
Inizialmente
P——-A
Successivamente P-A
Infine PA
AI lavoro di decodifica ho associato esperienze spazio-temporali utilizzando la lettura digitale dei ritmi grafici, che consiste nel: battere con le dita su ogni quadra- to pronunciando LO
Gli stessi quadrati sono stati in seguito riprodotti per terra e la bambina è stata chiamata a seguire i ritmi con lo spostamento del corpo e a pronunciare i suoni, fino a cantarli.
In seguito i quadrati sono stati riprodotti dalla bambina su un foglio rispettandone la dislocazione e le proporzioni, e riportando a fianco di ciascun quadrato la sillaba.
Da queste esperienze il soggetto è giunto alla lettura di semplici parole, quali cane, lavoro, pane ecc.
In seguito la bambina ha realizzato un grande “libro” su cui ha disegnato i personaggi e scritto le parole che componevano le filastrocche, inventate da lei in precedenza e incise sul nastro.
Queste e molte altre sono state le esperienze realizzate con la bambina.
La verifica finale ha ben potuto dimostrare che tutti gli aspetti evidenziati inizialmente avevano trovato occasioni per modifiche ampiamente positive. Ora la bambina è in grado di scrivere semplici parole e frasi e il suo comportamento è testimone di un nuovo e diverso equilibrio psico-affettivo e socio-relazionale.

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