di Guido Pesci
Pedagogista Clinico®

Vivere, partecipare attivamente i metodi e utilizzarli a contatto diretto con la persona o le persone in difficoltà richiede al Pedagogista Clinico® l’acquisizione di una grande abilità e disponibilità nella relazione.
Perciò non poteva mancare alla Formazione del Pedagogista Clinico® un’attenzione specifica all’area personale, ossia a sviluppare capacità proprie necessarie e indispensabili a promuovere negli altri sicurezza e motivazione, a generare in un clima di piacere un’accoglienza valida e trasferire ad eco un sentimento di stabilità e di apertura.
Il percorso della formazione personale permette di facilitare processi interattivi che mirano alla creazione del clima relazionale di fiducia e di rispetto e include la messa in gioco delle emozioni avvalorata da dinamiche relazionali integrate da elementi di psico-corporeità dialogica. Attraverso una serie di esperienze che consentono di superare gli schermi protettivi che mediano un rapporto formale e artificiale, il Pedagogista Clinico® arriva a scoprire le possibilità di comunicazione con l’altro. Si tratta di vissuti polimorfici, originati da situazioni diverse, ricostruite e riunite come un mosaico che portano alla coscienza del corpo e alla padronanza costante di ogni espressività.
Nell’iter formativo, al cammino per la conquista di un corpo abitato e significante, si aggiunge un viaggio dinamico e interessante di esplorazione della profondità dell’essere che implica una trasformazione dei comportamenti e una scoperta di territori inesplorati latenti. Si tratta di dinamiche, occasioni esperienziali che, nell’interazione del gruppo offrono a questo prossimo professionista l’opportunità di liberare le pulsioni e intraprendere un lavoro di improvvisazione-creazione verso l’esplorazione del proprio corpo, dell’inconscio e della ricerca del corpo originario.
Il concerto di esperienze caratterizza la formazione personale e garantisce la partecipazione di situazioni diverse che assicurano la consapevolezza di ogni parte di sé, nonché di sentire tutto ciò che condiziona e ne limita l’immagine ideale. Tante dinamiche, tante occasioni che, nell’interazione del gruppo, costituiscono degli stimoli per scoprire ed elaborare forme di pensiero e di ragionamento ogni volta più profonde e complesse, rivolte ad allontanare il timore, la rassegnazione, per lasciare il posto alla fiducia, al coraggio, raggiungere nuove prospettive ed essere autentici traduttori di sicurezze.

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