Giuliana Ammannati è la voce del Pedagogista Clinico® sul quotidiano Il Resto del Carlino dove appare con diversi articoli. Il 1 novembre 2007 esprime un parere sulla ricorrenza di Halloween e ne dà titolo: “È una festa per maschi non emancipati”.  Il 2 dicembre 2007  sul quotidiano appare con un articolo dal titolo “È la natività che ci fa rinascere”, dove su due colonne fa seguire un’ampia dissertazione sul modo di vivere il significato del Natale, e si legge : “… i giovani ci stupiscono, ogni giorno, per la profondità dei loro scritti e per la capacità dei loro sentimenti. Non sciupiamo, dunque, queste risorse; diamo ancora ad essi la possibilità di guardare oltre i limiti del contingente; diamo ai giovani la forma mentale di fare attenzione all’Altro e di mirare all’Infinito per sapere interpretare i reali bisogni dell’uomo e del suo tempo”.
Segue un articolo-intervista dopo che ha assistito alla TV che per pubblicizzare delle calze viene utilizzo l’inno nazionale, e afferma: “Dissacrato dalla pubblicità delle calze l’inno nazionale, una pessima comunicazione ai giovani con gli adulti di­stratti e incapaci del ruolo educativo. Lo afferma in una intervista al giornale Giuliana Ammannati, Pedagogista Clinico®, la quale aggiunge: “bisogna alfabetizzare gli adulti per aiutarli ad uscire dall’impasse dell’impoten­za di fronte al disagio che cresce e al deficit relazionale che investe prepotentemente le giovani generazioni. E questo è un compito che le istituzioni devono sapersi assu­mere perché l’informazione attraverso la televisione non basta. Espropriati del ruolo educativo che vigila sul futuro dei ragazzi, gli adulti sono impreparati ad affrontare le problematiche adolescenziali, le paure, i conflitti. Essi de­legano la crescita dei giovani non più alla scuola e alla società ma, con superficialità, alle fictions, ai reality trivia­li, ai film di Federico Moccia. Ed è così che, spesso invo­lontariamente, si rafforzano o si alimentano da parte degli adulti stereotipi; si distruggono modalità di comunicazio­ne e scoperta vere; si danno pessimi esempi di comporta­mento; si dissacrano valori e modelli che permetterebbero di crescere in modo responsabile e civile. Sicuramente porterebbero i giovani ad attivare una riflessione e una partecipazione diversa”.
Altri articoli apparsi nel 2008 titolano:
“TV depressa”,
“Ragazzi a rischio”,
“La civiltà è essere veri genitori”,
“Indice di sessualità incompiuta”,
“I giovani oggi sono più cattivi?”,
“Scuola: più teatro, meno bullismo”.

error: Contenuto protetto !!