di Rita Ibba*, Alessandra Pinna*
*Pedagogista Clinico®

La scuola oggi è chiamata a rispondere ai bisogni di una società in continua evoluzione, che nella sua corsa verso le innovazioni, rischia di perdere di vista il valore intrinseco della singola persona. Questa istituzione, quindi, in quanto luogo deputato a favorire la crescita e lo sviluppo dell’individuo nella sua globalità, deve più che mai proporsi come magistra vitae, ossia come organismo che, non trascurando i saperi e le conoscenze, sia in grado di stimolare e valorizzare l’esperienza, la socializzazione, l’affettività e l’emotività e porre le basi per una crescita armonica che abbia ripercussioni positive sulle possibilità future.
Sulla base di queste convinzioni abbiamo elaborato un percorso pedagogico- clinico, il cui obiettivo primario è l’integrazione tra la dimensione affettivo-emotivo-relazionale e l’apprendimento della codifica e decodifica scrittoria.
Il progetto, rivolto ai bambini di un modulo di classe prima, è stato realizzato nell’anno scolastico 2003-2004, in una scuola elementare del III Circolo Didattico di Quartu sant’Elena, una cittadina dell’hinterland cagliaritano.
Come pedagogisti clinici, presupposto del nostro intervento è stata l’azione educativa attiva, orientata ad ascoltare e ad accogliere la motivazione, i bisogni, i tempi dei bambini e a dare significato e valore a ogni loro espressione e rappresentazione. Seguendo l’approccio olistico, abbiamo proposto esperienze che stimolassero la creatività, l’emotività, l’intuizione, il pensiero, in modo dinamico e dialettico. Per semplicità espositiva ed esigenze di sistematicità riportiamo qui di seguito il percorso – progettato e realizzato in maniera integrata – suddiviso in più ambiti di intervento.

  • Conoscenza di sé e relazione con l’altro
    Il nostro itinerario è stato inizialmente caratterizzato da attività volte a favorire l’abilità e la disponibilità alla relazione, in un clima accogliente e valorizzante. Poiché ogni apprendimento, come ogni esperienza e conoscenza, deve passare dal corpo, abbiamo lavorato sulla presa di coscienza del Sé. Sono stati proposti giochi strutturati di conoscenza e di esplorazione, attività volte a favorire la collaborazione, la condivisione, la conferma e la fiducia.
    In questo modo, lavorando sui valori dell’affettività e dell’emozionalità, abbiamo promosso esperienze di relazione e integrazione, in cui i bambini hanno sperimentato la capacità di vivere il proprio stare con l’altro.
  • Orientamento spaziale
    L’educazione alle prime distinzioni percettivo-motorie, che consentono di orientarsi nello spazio (alto, basso, sopra, sotto, vicino, lontano, destra, sinistra) e nel tempo (prima, dopo, il primo, l’ultimo), è in relazione al nostro modo di vivere l’ambiente ed è fondamentale per l’apprendimento della codifica e decodifica scrittoria. Si pensi, per esempio, alle lettere omografe che si differenziano per l’orientamento del loro tracciato (b-d, n-u, a-e, p-q e altre), e a quanto possa essere difficile distinguerle se non si discriminano le relazioni spaziali. Poiché il bambino organizza lo spazio in riferimento al proprio corpo, abbiamo lavorato sull’orientamento in rapporto a se stesso, agli altri e alle cose. Sono state proposte esperienze di riproduzione degli orientamenti, con modello a vista, di oggetti e di immagini, al fine di riconoscere la posizione di figure astratte in uno spazio definito.
  • Educazione al ritmo e alle strutture temporo-spaziali
    Il processo di codifica e decodifica scrittoria implica la capacità di analisi e di sintesi dei suoni e dei segni grafici corrispondenti, che si susseguono secondo ritmi temporali e spaziali ben precisi. È una conquista che il bambino realizza progressivamente, attraverso il gioco spontaneo o per mezzo di stimoli e proposte interattive strutturate. Sulla base di queste riflessioni abbiamo proposto attività caratterizzate da una componente ritmica, spaziale e temporale: giochi cantati associati al ritmo, alla musica, movimenti spontanei per la conquista dello spazio seguendo una melodia, creazione di ritmi decorativi, ascolto e riproduzione di sequenze ritmiche, dettati ritmici, analisi di parole bi e trisillabe.
  • Educazione visuo-motoria ed esperienze stereognosiche e cromatiche
    Nella cultura occidentale, il processo di codifica e decodifica scrittoria impone di procedere con lo sguardo da sinistra verso destra e dall’alto verso il basso, secondo una modalità non connaturata all’uomo e che quindi richiede l’attivazione di processi assai complessi. Per sviluppare e consolidare nei bambini la percezione delle successioni in ordine al tempo e allo spazio, abbiamo proposto delle attività di tipo esperienziale, basate sulla conoscenza e lettura di sé, dell’ambiente circostante, di oggetti, di figure o immagini conosciute tridimensionali e bidimensionali, presentate su una parete e su un piano. Abbiamo inoltre utilizzato le sollecitazioni cromatiche proponendo la lettura di macchie di colore, di linee e tratti colorati, focalizzando l’attenzione sulla modulazione e la durata del suono.
  • Educazione al segno sono-grafico
    Solo dopo aver lavorato sulla dimensione affettiva-emotiva-relazionale e sulle abilità funzionali all’apprendimento della codifica e decodifica scrittoria, abbiamo avviato i bambini al confronto con il segno sono-grafico. Riferendoci al metodo Inter-Art, abbiamo proceduto proponendo la rappresentazione di forme prescritturali, nell’intento di liberarli da possibili tensioni. Abbiamo poi presentato loro i segni e i suoni alfabetici secondo il metodo fono-mimico-sillabico, associato a una rappresentazione grafo motoria. Tutti i fonemi e i corrispondenti segni grafici sono stati vissuti e rappresentati dai bambini con il proprio corpo. Ogni simbolo alfabetico è stato presentato in associazione a un suono onomatopeico, utilizzando esperienze di tipo fono-tattile. I bambini hanno costruito ogni singolo grafema con nastri di raso colorati, e lo hanno percorso pronunciandone il suono. Con la stessa tecnica abbiamo associato i suoni in sillabe e successivamente avviato i piccoli alla lettura di parole semplici, di brevi frasi o proposizioni.

Seguendo gli insegnamenti della Pedagogia Clinica, abbiamo raggiunto l’obiettivo, per noi primario, di favorire in essi la strutturazione di positive relazioni con la scuola, i compagni, gli insegnanti e i nuovi apprendimenti.

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