di Marta Mani
Pedagogista Clinico®

Tra i codici semiologici la Pedagogia Clinica non ha trascurato il vocabolario, ne riconosce l’importanza e tiene conto che ogni disciplina scientifica al fine di determinare con la massima esattezza possibile i fenomeni che rientrano nell’ambito del proprio settore particolare, ha necessità di creare un lessico dai termini con significati specifici. Essa infatti si è ben soffermata sui lemmi già esistenti per rilevarne fra questi l’inadeguatezza, smascherare la confusione intellettuale ed evitare terminologie che possono incidere negativamente sui progetti di rinnovamento, fare chiarezza e proporne delle nuove.
La lingua si identifica col patrimonio culturale e in presenza di una nuova disciplina ben si giustifica la scelta e la spiegazione di voci nuove, alimentate da coesi contenuti scientifici e rese chiare nel loro diverso impiego. Attraverso l’impegnata attività di ricerca condotta con critica osservazione scientifica, la Pedagogia Clinica ha conferito al lessico le caratteristiche di una nuova scienza consolidata con le applicazioni pratiche corredate da un sapere scientifico che la distinguono come scienza autonoma. Si tratta di lemmi nuovi in obbedienza a un criterio scientificamente fondato, un solido quadro concettuale di riferimento, una base teorica e metodologica capace di orientare l’azione educativa. Alla sperimentazione metodologica, in Pedagogia Clinica si è andata così affiancando la messa a punto di un vocabolario ricchissimo e distintivo del Pedagogista Clinico® nato già fin dal 1996 con il Movimento dei Pedagogisti Clinici, e successivamente portato avanti dalla Scuola condotta dall’ISFAR per la formazione del Pedagogista Clinico®; vocaboli di una scienza che per loro origine, uso e significati specifici danno fisionomia a nuovi distintivi concetti e principi essenziali per un solido quadro concettuale di riferimento capace di orientare un’azione educativa nella quale riconoscersi professionalmente.

 

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