di Eleonora Indorato
Pedagogista Clinico®

Gli scambi comunicativo– relazionali sono influenzati da una serie di variabili legate alle caratteristiche personali e alle circostanze specifiche in cui si svolge l’interazione. Le modalità con cui vengono trasmesse le informazioni, la quantità di tempo che si dedica all’altro, un essere umano che ha emozioni, sentimenti, capacità, competenze, potenzialità, ruoli familiari e sociali, la chiarezza espositiva o la semplicità lessicale sono tutti fattori che influenzano la relazione.
Queste differenti modalità relazionali permettono alle persone di incontrarsi e favorire la nascita di amicizie, amori, professioni, oppure generare malintesi, conflitti o diverbi impedendo quei legami affettivi che per ogni individuo sono indispensabili per un’evoluzione serena ed armoniosa della personalità. In presenza di scambi conflittuali occorre trovare occasioni per il recupero degli equilibri. Il Pedagogista Clinico® con i suoi metodi educativi offre queste opportunità. Egli, coerente con l’individuo e con la sua personalità, si proporrà in “ascolto” del corpo dell’altro, raccoglierà ogni messaggio, i silenzi, le parole e definirà l’ipotesi di intervento per l’aiuto conseguente, orientato a risvegliare nella persona le potenzialità e le positività. Conoscere l’altro implica la capacità di cogliere oltre le difficoltà, anche lo spazio delle risorse e delle sue possibilità di cambiamento, di sviluppare ogni aspetto, fino ad acquisire conoscenze ed abilità.
Queste riflessioni nascono dalle esperienze pedagogico cliniche vissute insieme a ragazze con difficoltà relazionali, con disagi nello stare con sé stessi e con gli altri, seguite con l’intento di alimentare nuove disponibilità. All’inizio le ragazze si presentavano con lo sguardo sempre rivolto verso il basso, la testa china e tra le spalle chiuse, rigide,  il corpo non riusciva ad espandersi, a rivolgersi verso l’altro, il tono di voce era molto basso, le guance arrossivano facilmente soprattutto quando fuoriusciva un filo di voce, le mani sudate si sfregavano  l’una con l’altra.
L’intervento di aiuto è stato soddisfatto con le tecniche proprie dei metodi Reflecting®, Educromo® e InterArt®, assieme ai metodi di stimolazione corporea: TouchBall®, DiscoverProject®  e BodyWork®, che hanno favorito il superamento delle difficoltà relazionali e fatto sì che questi fiori apparentemente secchi prendessero colore, forma, espressività. Nel guardare le ragazze l’impressione che si poteva avere era proprio quella dei fiori, prima aridi, quasi appassiti, difficili da definire con un nome, e, con il passare del tempo presentarsi come dei girasoli molto gialli, vivaci, colorati, aperti e soprattutto disponibili alla relazione.
Le ragazze, infatti, dopo diversi mesi cominciarono a brillare, a comunicare positività, ad esprimere emozioni, sentimenti, a guardarsi allo specchio, a piacersi, migliorando la relazione con il loro mondo e con quello degli altri, lo sguardo luminoso e coinvolgente, la testa dritta, le spalle parallele ai fianchi ed in armonia con tutto il corpo, il sorriso radioso, il corpo ben curato e ben vestito. Gli abbracci trasmettono calore, le parole escono  in modo calmo e fluido, il tono di voce non più basso, fino a ricostruire scambi positivi con  familiari e amici.
Questi sono stati i segnali di un cambiamento dovuto a modalità che dimostrano come la relazione, inseguita con i metodi del Pedagogista Clinico®, possa essere “la pietra angolare su cui si basano tutte le risposte generatrici di aiuto (G. Pesci in riv. “Pedagogia Clinica-Pedagogista Clinico” 2/2003).

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