Con il titolo “Si fa largo la professione di Pedagogista Clinico® un articolo apparso il  5 marzo 2005  nella Cronaca di Pesaro. L‘articolo  riferisce i contenuti emersi dal confronto dei partecipanti all’assemblea che ha avuto luogo presso il Centro di Pedagogia Clinica “Orizzonti” di Fano. I pedagogisti clinici di Pesaro e Urbino si impegnano a promuovere occasioni di formazione e di dibattito sui temi della famiglia, delle aggregazioni di coppia, dell’equilibrio psico-fisico dei bambini e degli adolescenti e annunciano un prossimo convegno di Pedagogia Clinica che si terrà a Fano. Il Quotidiano esce con un nuovo articolo sull’argomento il 5 aprile 2005 rilevando ancora una volta l’importanza dei temi discussi nel Centro di Pedagogia Clinica “Orizzonti” di Fano, e delle progettualità scaturite.

Il Resto del Carlino
Il convegno su “Strategie in aiuto alla persona” che si è tenuto a Fano il 22 ottobre 2005 è stato anticipato da un comunicato ANSA del 17 ottobre intitolato dal titolo “Benigni al TG1 fa bene alla vita”, in cui si legge: “Roberto Benigni ci vorrebbe tutte le sere nei TG. Ne sono convinte Giuliana Ammannati e Paola Corradini dell’Associazione Nazionale Pedagogisti Clinici (ANPEC), che, insieme ai colleghi di tutta Italia, si riuniranno a Fano il 22 ottobre prossimo in occasione del convegno che sarà presieduto dal neuropsichiatra infantile e vice presidente dell’ANPEC, prof. Giuseppe Talamucci”.
Il riferimento dei pedagogisti clinici era all’”incursione” di Roberto Benigni al TG 1, dove era ospite per parlare del suo ultimo film La tigre e la neve. Cogliendo di sorpresa il conduttore Attilio Romita, che gli aveva dato la parola, l’artista toscano ha lanciato una serie di bordate contro Berlusconi e ha “disturbato” il giornalista mettendosi dietro le sue spalle e continuando ad interloquire con qualcuno fuori campo. “La creatività – spiegano Ammannati e Corradini – è necessaria per uscire dallo sgomento, dall’orrore, dall’angoscia, dalla paura, dalla tristezza, dall’oppressione, dal senso di impotenza che molti soggetti accusano davanti alle immagini crude di distruzione, devastazione e morte in ogni angolo della terra”. “Queste immagini –sottolineano le due pedagogiste cliniche – entrano violentemente nelle case, più volte al giorno e hanno l’effetto di un kamikaze per l’animo umano. È molto giusto e utile informare, ma la cultura della morte va contrastata con la cultura della vita. Si diano, dunque, sempre, alla fine di ogni TG, informazioni sull’arte, sul cinema, sulla creatività dell’uomo che ha urgente bisogno di tornare a credere nella vita e a sperare in se stesso e nelle proprie capacità”.

Dell’evento ne hanno parlato:
Il Resto del Carlino” 16 ottobre 2005
Il Resto del Carlino” 21 ottobre 2005
Il Resto del Carlino” 22 ottobre 2005

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