di Antonio Viviani
Pedagogista Clinico®

Nonostante si possa aver subito il fascino di Socrate ed esserne stati sedotti nel cuore e nella mente, tuttavia, per oggettività e correttezza metodologica, non si poteva accogliere passivamente un riconoscimento e quindi si è reso indispensabile condurre, senza misticismi, senza limiti e acriticità ossequiosa, una ricerca per stabilire quali fossero i reali principi perseguiti da Socrate e le modalità per realizzarli, e giungere a concretizzare che l’impatto con il filosofo ateniese e con la sua incessante investigazione filosofica ha la fisionomia di un incontro intellettuale. Una maieutica orientata allo sviluppo di un contenuto mentale che, attribuendo alla ragione e all’intelligenza l’aspetto positivo-costruttivo promuoveva una ricerca di definizioni, con un modulo denso di domande alla “scoperta” del concetto tramite il ragionamento induttivo. Ai suoi interlocutori Socrate non faceva analizzare accanto o al di sotto delle idee, le fantasie, i desideri, i motivi, i conflitti, gli eventi traumatici. Il principio di aiutare l’altro a partorire, a conoscere se stesso può essere confuso facilmente con il precetto gnóthi sautón attribuito a Socrate, ma che postula un’argomentata distinzione teorico e pratica rispetto alla Nuova Maieutica del Reflecting®. Non veniva contemplata l’evenienza di integrare nuovi contenuti emozionali, organizzare le energie presenti inserendole in un dinamismo di crescita individuale
Nondimeno nella maieutica socratica si coglie un agire con esclusive sollecitazioni a riflettere; è infatti evidente l’uso, o meglio l’abuso, dell’interrogazione, esecrata dalla Nuova Maieutica. Nella maieutica socratica non si colgono e neanche si intravedono l’opportunità e la potenzialità di tirar fuori, elaborare e analizzare le esperienze di vita della persona, stimolandola a fare lettura di sé e a scoprire abilità e disponibilità e assumere tutte le risposte utili per orientarsi verso aspetti e opportunità positive, facilitare risvegli emotivi e soddisfare le aspettative di successo per aumentare le capacità di padronanza, di competenza e di autostima. Non affiorano dunque in Socrate l’interesse autentico nei confronti dell’essere umano e il desiderio profondo di aiutarlo a conoscere se stesso. A Socrate non interessa il concetto di persona, ma i logoi fondati sull’astrazione, sul chiedere per chiedere; per lui non è importante la sofferenza personale, ma fumosi concetti che rimangono tali anche dopo il processo argomentativo, aeree speculazioni filosofiche che non mirano a un sostegno concreto dell’individuo.
Conosci te stesso nella Nuova Maieutica significa ricordare, andare alla ricerca del passato, ripercorrere i sentieri della vita, rintracciare le radici dell’Io, guardare in profondità se stessi, giungere alla conoscenza dell’identità più profonda, perché è il luogo dell’essenza, l’intimo del proprio stesso intimo. Conoscere se stessi vuol dire guardarsi dentro dall’alto, avere coscienza di aspetti nascosti che possono rappresentare la propria piccolezza, vanità, superficialità, le proprie agitazioni, preoccupazioni, i tanti e diversi pensieri. Guardare dentro di sé per raggiungere le fondamenta del proprio essere attraverso i sentieri paludosi degli atteggiamenti formali e delle apparenze da salvare porta a percepire il proprio Io, a scoprire e conoscere il proprio essere interiore, ricco di pensieri e sentimenti.
Per giungere alla conoscenza di se stessi si devono intraprendere analisi complesse, indagini esplorative, percorsi difficili da seguire, viaggi e attraversamenti, vi sono conchiglie da aprire, foreste da superare; bisogna raggiungere le profondità delle propria esistenza interiore per permettere al materiale più intimo di emergere. L’esortazione conosci te stesso trova significato nel conseguire, con un processo di messa a fuoco e di scoperta delle resistenze, vincendo tabù e proibizioni, determinati obiettivi che rappresentano dei dettagli della consapevolezza e dell’esperienza. È necessario mirare a una fruttuosità nel rintracciare risposte utili a chiarire e ridurre la presenza di disagi, di frustrazioni, di malessere e scoprire in se stessi la forza, la volontà, la determinazione per fronteggiare ogni situazione, abbattere ogni ostacolo, vivere la vita come un atto di gradimento e di godimento.
Affinché la persona possa conoscere se stessa, identificare ciò che prova, le proprie emozioni e i valori della propria sensibilità, la funzione maieutica deve agire con l’intento di scandagliare ciò che sta in fondo e che vieta, frena, ostacola i tentativi di presa di coscienza; ciò permette all’individuo di opporsi alle resistenze, comprendere adeguatamente quali siano le sue motivazioni più profonde, i bisogni e le pulsioni che entrano in conflitto alterandone i comportamenti, le emozioni e i pensieri.
Conosci te stesso è un obiettivo che può essere raggiunto e soddisfatto se aiutiamo la persona a scoprire le vere ragioni per cui si comporta, sente, pensa in un certo modo; consapevolezze che produrranno un cambiamento positivo nella sfera del pensiero e daranno luogo a un maggiore controllo e a un migliore equilibrio; stimoli alla comprensione delle proprie motivazioni, dei propri timori e conflitti, dei pensieri espressi pienamente o parzialmente, dei sentimenti accennati sottilmente o scaricati con veemenza, di ogni altra manifestazione di sé come antagonismo, preoccupazione, distacco, orrore, disgusto, risentimento o indifferenza.
Conosci te tesso è dunque l’esor¬tazione a oggettivare le forze interne che ci muovono, è una sollecitazione forte a rintracciare rivelazioni maturando la disponibilità ad accoglierle, mettere in atto un pro¬cesso attraverso il quale osservare le proprie esperienze psichiche, guidati dall’ammonimento che nulla sapremmo se non potessimo vedere noi stessi dentro di noi. È il lume che consente di perlustrare e scavare nel dominio sconfinato della vita psichica, in quell’alone im¬menso di fenomeni che ne testimoniano la complessità . La conoscenza di sé richiede di aggiungere alla parte illu¬minata della personalità umana ciò che sta sotto, nella penombra, e che si presenta come l’albore, essenzialmente costituito da impres¬sioni, ricordi, immagini, emozioni, sen¬timenti, tendenze e istinti e il loro contenuto rappresentativo, ovvero come succedono e come appaio¬no alla coscienza.
Conoscersi significa scoprire ed evidenziare una serie di aspetti, di fattori e di variabili intessute in un insieme strutturato di fatti e di qualità definibili unitariamente. La conoscenza di sé richiede una disponibilità, un sentimento di necessità che aiuta a intraprendere il cammino per avvicinare e incontrare ciò che ignoriamo o prendere coscienza di ciò che trascuriamo. L’impegno si può rintracciare in una vera azione di aiuto mirante a vincere i sentimenti di inferiorità, superare lo scoraggiamento, incrementare la crescita personale, mutare lo stile di vita, obiettivi tesi a far sentire la persona ottimista, fiduciosa, sicura, in grado di vivere intensamente le proprie esperienze personali nel più vasto contesto di quelle sociali.

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