di Marta Mani
Pedagogista Clinico®

Stare in relazione con una persona che deve essere aiutata richiede una provata capacità professionale. Il discredito del mero ascolto in una relazione di aiuto ha sempre più portato alla definizione fuorviante di “ascolto-attivo” come se mentre si ascolta lo si può fare anche in maniera passiva anziché porre attenzione. È certo che l’impegno e il ruolo assunti nello stare con l’altro chiedono abilità nel manifestare la propria presenza, ma anche capacità di avviare interazioni utilizzando tutti i canali di comunicazione e le diverse valenze attrattive.
In Pedagogia Clinica la disciplina del Reflecting® reclama di essere-con la persona in modo polidinamico, polisinergico, sulla base di sistemi simbolici e convenzionali di significazione e di segnalazione. Il Pedagogista Clinico® sa ben organizzare atti comunicativi analogici nella cui tipologia rientrano il movimento gestuale, lo sguardo, la tonalità della voce, le pause, le varie posture corrispondenti a prossemica, cinesica, paralinguistica e digitale indispensabili per sollecitare la persona ad intraprendere un percorso esplorativo, vincere le resistenze, parlare di sé, esporre ogni sua elaborazione e analisi per scoprire progressivamente e confrontarsi con i propri conflitti, impulsi, le proprie difese e motivazioni per la conquista di una personale maturazione e un conseguente equilibrio.
La metodologia del Reflecting® si avvale anche di polarizzazioni, simboli del dinamismo cinestetico con connotazioni associative prodotte da movimenti e atti gestuali figurativi simbolici aerei come il punto, il cerchio, onde circolari, spirali centripete, moti gestuali ascendenti, discendenti, orizzontali, verticali, curvilinei sull’asse… tanti segnali informatori e figurazioni di messaggi. Tutti quegli atti comunicativi indispensabili di volta in volta che favoriscono opportune sollecitazioni alla riflessione, qualificazioni espressive esposte per suscitare desideri, bisogni, nuove e diverse disponibilità, atti comunicativi che agevolano la persona a “volgersi indietro” facilitando la lettura e l’elaborazione interpretativa delle immagini di sé; un aiuto offerto affinché la persona trovi i ricordi del suo passato, gli oggetti che parlano di sé, ciò che i fatti provano o dimostrano.
Si tratta di dinamiche relazionali che il Pedagogista Clinico® è in grado di esprimere non solo con singole persone, ma con coppie, famiglie, gruppi, all’interno di un setting, contribuendo così alla soluzione delle difficoltà riguardanti i rapporti interpersonali e sociali. “Questo professionista, con la sua acquisita abilità aiuta l’individuo a riflettere e a partorire la propria verità, a decifrare quel geroglifico, apparentemente inintelligibile del suo passato e del suo presente, premessa per liberarsi dalle inquietudini, dalle concezioni confuse che lo ottenebrano e lo sviano” (G. Pesci).

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