di Giuseppina Pascucci
Pedagogista Clinico®

La parete attrezzata è una parete del set del Pedagogista Clinico® ricoperta da un laminato che resiste molto bene a pennarelli con inchiostro a base di chetone e che se cancellato non lascia alone.
Si tratta di uno spazio ampio su cui si possono organizzare infinite esperienze suggerite dalle tante tecniche che supportano i metodi della Pedagogia Clinica e che chiedono alla persona un impegno nella posturalità eretta. Importante occasione per vivere appieno la verticalità supportata dall’investimento del sistema vestibolare, apparato che fornisce al cervello informazioni sul “qui ed ora”, sulla posizione della testa e del corpo nello spazio influenzando il tono muscolare e i recettori sensoriali.
Stando così in piedi la persona, rivolta alla parete e favorita dal Pedagogista Clinico®, potrà su questa organizzarsi con rappresentazioni, figurazioni ed espressioni continue di sé condotte sull’assialità a 360° e con incentivi visivi in esposizioni cromatiche, in un campus euclideo su cui i gesti realizzati lasciano traccia della loro immagine motoria con diversi andamenti, orientamenti, dimensioni e pressioni con variazioni di effetto in relazione al ritmo motorio, alla tonalità e alla forza muscolare che creano engrammi tali da consentire memorizzazione e rappresentazione mentale e vincere ogni disarmonia. Le espressioni gestuali diventano dinamiche figurali e grafiche, rappresentate con spaziature e modulazioni che ben si coniugano e si integrano al gesto, al ritmo e allo spazio, ogni espressione assume plasticità suffragata dalla dinamica respiratoria, dalle sequenze tonali della voce, del gesto grafico, del canto e delle differenti posture che, nel lasciare traccia, vengono via via assunte nella dimensione spazio-temporale.
Le esperienze su parete attrezzata proprie della Pedagogia Clinica sono rintracciabili nelle tante tecniche che sostanziano i metodi BonGeste, Prismograph®, Musicopedagogia®, Linguaggio-Azione…; realizzate nel rispetto del Punto Egoico e del Codice Gestuale Corporeo, le tracce diventano dinamiche cinestetiche e sinergiche, si arricchiscono del contenuto personale, di sentimenti affettivo-figurazionali in un insieme di creazioni e composizioni, di impulsi motori e sono tese ad offrire variabili costanti, evoluzioni, espansioni e mutevolezza.
Le multiformi sollecitazioni destate da simpatia e piacere espresse sulla parete attrezzata favoriscono destrezza, prontezza, precisione e plasticità, sviluppano quell’adattamento flessibile che arricchisce intense opportunità di conoscenza e di espressione, oltre che lo sviluppo del pensiero creativo.
È lo spazio tracciante della parete attrezzata che consente un significativo arricchimento testimone dello stato affettivo e del registro dell’umore, che cattura e dirige l’attenzione e l’autocontrollo delle pulsioni istintive, che canalizza certe tensioni emotive, riduce l’instabilità e prepara alla rappresentazione scritta di immagini simboliche.

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