di Eleonora Ponso
Pedagogista Clinico®

Il contributo del Pedagogista Clinico® al complesso mondo dei disturbi del comportamento alimentare (D.C.A.) può essere rilevante. Egli, infatti, grazie all’utilizzo sapiente e coordinato delle tecniche acquisite nel corso della sua formazione, è in grado di intervenire efficacemente in aiuto alle persone che vivono i disagi legati a tali patologie. Tra i vari metodi che sono a disposizione del Pedagogista Clinico®, l’InterArt®  ha sicuramente uno spazio privilegiato. Esso favorisce il parlare di sé agli altri, con una plasticità del gesto teso a lasciare una traccia, ad occupare uno spazio, a rappresentare la molteplicità dei propri sentimenti, delle proprie passioni, dei propri desideri, fino ad aiutare l’individuo a raggiungere una buona capacità comunicazionale.
Dopo aver aiutato il soggetto a liberarsi dalle tensionalità, ad amplificare l’espressività del proprio corpo, a sviluppare il desiderio di comunicare, di parlare con il gesto del silenzio e a pronunciarsi con messaggi segnici significanti, il metodo InterArt® si appella ad importanti suffragi per lo sviluppo in lui della creatività, tra cui la danza, la musica, la poesia, il disegno e la scultura.  Esso garantisce il ripristino degli equilibri e dell’armonia psico-fisica e socio-relazionale della persona. Per questo si propone come metodo adatto in particolare a quanti mostrano disturbi del comportamento alimentare (D.C.A.) e un’accentuata vulnerabilità individuale. Costoro sono considerati dalla nosografia classificatoria come persone a rischio per  la presenza di uno scarso concetto di sé, di una bassa autostima, di una scarsa consapevolezza delle proprie emozioni e mancanza di fiducia, di eccessivo perfezionismo e autocritica, nonché di una tendenza ad estremizzare le cose e i comportamenti. Si tratta di soggetti che, nel controllo ossessivo del proprio corpo e del proprio aspetto fisico, possono sottoporsi a diete restrittive senza usare «mezze misure», poiché le vivono come «riscatto» dalla propria inadeguatezza e nell’intento di aumentare la propria autostima.
Per un nuovo e diverso equilibrio dei soggetti che mostrano disturbi del comportamento alimentare (D.C.A.) e che sperimentano i tanti stati di disagio ad esso correlati, le diverse forme artistico-espressive del metodo InterArt® possono essere molto utili per accompagnare e stimolare la libera espressione delle emozioni e garantire una nuova e diversa accettazione di sé.
Nell’esperienza di tale metodo, il corpo viene respirato, liberato dai condizionamenti e torna a proporsi armonico e dinamico, capace di comunicare sensazioni ed emozioni. Il soggetto perviene alla riconquista della coscienza di sé e ad una rinnovata concezione della propria dimensione corporea.
Una esperienza significativa
L’occasione di verifica della validità dei metodi e delle tecniche del Pedagogista Clinico® è stata offerta dal caso di una ragazza di 21 anni “affetta da disturbi del comportamento alimentare e depressione” a causa dei quali era stata in precedenza ricoverata nel reparto di psichiatria di un ospedale per un mese e, successivamente, in un altro per due mesi.
Dalle Analisi delle Potenzialità Abilità e Disponibilità (PAD) emergeva che l’umore “depresso”, accusato dalla giovane, era associato alla mancanza di autonomia e ad una forte disistima.  La costante autocritica per la mancata prefigurazione e il raggiungimento di obiettivi e il peso di una fortissima interiorizzazione delle regole, avevano prodotto in lei una situazione di incertezza, di paura e di ansia, a cui si erano aggiunti sensi di colpa e atteggiamenti intrapunitivi.
Partendo da questi disagi e difficoltà bisognava abbattere le chiusure e le tensioni che impedivano alla ragazza la disponibilità sia verso se stessa che verso gli altri, accrescere in lei la capacità di valutare efficacemente e positivamente le proprie risorse, aumentarne conseguentemente l’autostima e il senso di fiducia, farla giungere alla consapevolezza delle proprie emozioni suscitandole e identificandole per poter reagire ad esse in modo adeguato.
L’intervento di aiuto si è basato inizialmente su opportunità dialogico-corporee per l’esplorazione e la coscientizzazione di sé e su immagini mentali orientate alla riscoperta e valorizzazione della propria forza ergica.
Il metodo InterArt®, adottato in seguito, ha permesso alla giovane di ritrovare il piacere dell’azione, di riscoprire i gesti naturali, le armonie ed ogni efficacia liberatoria. Si è dunque attuato un percorso di scoperta, valorizzazione e nutrimento delle sensazioni e delle emozioni profonde, attraverso il libero uso delle varie espressioni artistiche.
La costanza e l’impegno mostrati hanno garantito dopo sette mesi un abbattimento delle tensioni e delle chiusure fino al raggiungimento di una maggiore armonia ed equilibrio. L’intervento di aiuto continua ancora, intanto la ragazza ha ripreso gli studi universitari, che in precedenza aveva interrotto, ed ha ricominciato a frequentare le vecchie compagnie iniziando a crearsene delle nuove.

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