Una esperienza professionale

di Angela Albano
Pedagogista Clinico®

Quando è iniziato il mio percorso di formazione alla professione di Pedagogista Clinico® non avrei mai immaginato di vivere un’esperienza così forte, vasta ed arricchente che si è ancor più concretizzata, poi, nel lavoro attivo: mi ha permesso, infatti, di venire a contatto con verità che non conoscevo, con problematiche assolutamente lontane dalla mia realtà e che, nemmeno la più fervida immaginazione avrebbe potuto mai ipotizzare.
Eppure il prof. Pesci già nella prima lezione aveva avvisato tutti noi che questo non è un lavoro semplice, ma per dirla con le sue parole, “è un lavoraccio!”’ Ci avvisò subito che in gran parte non si trattava di un lavoro a tavolino e che la libera professione avrebbe assai ridotto il nostro tempo libero a causa della mole di impegni che questo tipo di lavoro comporta. Stentavo sinceramente a credergli anche se in cuor mio speravo un giorno di trovarmi nelle stesse condizioni di colleghi così fortunati. Oggi questo è successo anche a me.
È grazie alla pratica pedagogico-clinica che oggi posso attuare i miei intenti del dare e ancor più sono lieta di avere incontrato delle persone che hanno richiesto il mio aiuto e che mi hanno portato a collaborare con altri specialisti con i quali ormai si è costruito un filo diretto.
A proposito d’intervento di aiuto posso dire di avere iniziato, credo come tutti, in sordina con i primi clienti che si sono presentati al mio studio. Il primo fu un bambino con difficoltà grafo-segniche, che approdò da me come ultima spiaggia di un lungo peregrinare, a questo seguì una bambina con disfluenza elocutoria e subito dopo un’altra bambina con manifestazioni ticcose. A poco a poco e, grazie anche al lavoro di consulenza svolto nelle scuole, il “tam tam” ha cominciato a dare i suoi frutti: sono arrivati gli adolescenti con tutte le loro problematiche (conflitti con le fi- gure genitoriali, ansie, fobie notturne, obesità, difficoltà negli apprendimenti, agorafobici ecc.) e gli adulti con difficoltà nella relazione di coppia, separazioni, lutti, stati di solitudine e di abbandono.
Contemporaneamente all’attività nel mio studio professionale, ho potuto avviare anche quella di consulente nelle scuole del Comune dove mi trovavo ad insegnare ed inoltre, mi sono impegnata con dei progetti formulati come ANPEC, per le scuole di ogni ordine e grado del Comune di Ciampino. I progetti che sono stati realizzati prevedevano:

– Screening per le scuole dell’infanzia, elementari e medie con triplice finalità: Rilevazione dei bisogni formativi. Acquisizione da parte degli insegnanti di una metodologia di osservazione. Attivazione di atelier educativi.

-Atelier di Musicopedagogia® al fine di prevenire il disagio giovanile nelle scuole.

-Atelier per lo sviluppo delle abilità organizzativo-motorie.

-Atelier ludopedagogico per il bambino della scuola dell’infanzia in situazione di disabilità.

-Attività di psicomotricità in acqua rivolta ai bambini di scuola dell’infanzia con difficoltà nel controllo sfinterico e disagi psico-emozionali.

Tutti questi progetti sono stati realizzati con i fondi dell’Assessorato alla P.I. grazie alla sensibilità dell’assessore Claudio Morgia.
Solo un progetto, quello relativo alla psicomotricità in acqua, non è stato possibile realizzarlo a causa dell’ignoranza di alcuni gestori degli impianti che si sono rifiutati di far entrare in acqua i bambini che, per le difficoltà manifeste, avrebbero potuto creare problemi alla loro clientela.
Portare avanti questi progetti non è stato un lavoro indifferente poiché si è trattato di attuare non solo la realizzazione pratica ma anche il prevedere percorsi di verifica in itinere e finale, attraverso il monitoraggio di quella custom satisfaction a cui il mercato oggi dà tanta importanza. .
Con questo non c’è di certo l’intenzione di scoraggiare il lettore, ma desidero far comprendere che per fare il Pedagogista Clinico® occorre dimostrare serietà nell’azione supportata dal piacere di “dare nel fare”. Per il secondo anno i progetti nelle scuole sono stati nuovamente richiesti e confermati con l’aggiunta di un Sportello  pedagogico-clinico in una scuola media, rivolto non solo agli alunni ma anche ai professori, oltre ad un atelier per i genitori finalizzato alla conoscenza di sé per migliorare la relazione con i loro figli. È in questo senso che il Pedagogista Clinico® si pone come il facilitatore dei processi di crescita e cambiamenti che si attuano all’interno delle famiglie.
Concludendo vorrei sottolineare che la cosa che più di ogni altra mi rende lieta di aver iniziato questo cammino è la consapevolezza, la certezza supportata dalle parole delle persone, nell’essere loro di vero aiuto. È chiaro che ciò non può che renderti felice e darti la carica anche quando il lavoro si fa molto faticoso.

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